Stai cercando investimenti per generare un reddito?

L’investimento è una decisione personale e dipende da molti fattori, come il tuo profilo finanziario, gli obiettivi di investimento, il livello di rischio che sei disposto a sopportare e così via.
Posso offrirti alcune linee guida generali per avvicinarti all’investimento:

  1. Fai una valutazione del tuo profilo finanziario: Prima di iniziare a investire, valuta la tua situazione finanziaria attuale. Considera il tuo reddito, il livello di debito, le spese e gli obblighi finanziari. Assicurati di avere un fondo di emergenza adeguato e di essere in grado di risparmiare regolarmente prima di considerare l’investimento.
  2. Stabilisci gli obiettivi di investimento: Decidi quali sono i tuoi obiettivi finanziari a lungo e a breve termine. Ad esempio, potresti voler risparmiare per la pensione, il college dei tuoi figli o un acquisto importante. Stabilire obiettivi chiari ti aiuterà a determinare la quantità di rischio che sei disposto a sopportare e il periodo di investimento previsto.
  3. Fai ricerca: Studia attentamente le diverse opzioni di investimento disponibili, come azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, immobili, criptovalute, ecc. Comprendi i rischi associati a ciascuna classe di asset e valuta quale potrebbe essere adatta ai tuoi obiettivi e al tuo profilo di rischio.
  4. Diversifica il tuo portafoglio: Spread out i tuoi investimenti su più classi di asset in modo da ridurre il rischio complessivo del tuo portafoglio. Ad esempio, puoi considerare una combinazione di azioni, obbligazioni, fondi indicizzati e immobili per costruire una diversificazione adeguata.
  5. Consulta un consulente finanziario qualificato: Se non sei sicuro delle tue scelte di investimento o se hai bisogno di consigli personalizzati, potresti considerare di consultare un consulente finanziario qualificato. Un consulente può aiutarti a valutare le tue opzioni in base ai tuoi obiettivi e al tuo profilo di rischio.
  6. Monitora regolarmente i tuoi investimenti: Una volta che hai iniziato a investire, è importante monitorare regolarmente le performance dei tuoi investimenti. Fai attenzione alle fluttuazioni dei mercati finanziari e valuta se è necessario apportare modifiche al tuo portafoglio in base alle tue esigenze e alla situazione economica.

Ricorda che investire comporta sempre un certo grado di rischio e che non posso garantirti risultati specifici. Assicurati sempre di fare la tua ricerca, consultare professionisti qualificati e fare scelte di investimento informate che si adattino alla tua situazione finanziaria.

Quali aspetti devo considerare nelle transazioni industriali?

Le transazioni immobiliari industriali implicano alcuni aspetti chiave da considerare. Ecco alcuni dei più importanti:

  1. Posizione: La posizione di una proprietà industriale è un fattore cruciale. Assicurati che la posizione sia accessibile per il trasporto, abbia un’infrastruttura adeguata e sia in una zona adatta per il tuo business. Considera anche la vicinanza alle risorse essenziali, come le fonti di materie prime o i centri di distribuzione.
  2. Servizi e attrezzature: Verifica se la proprietà dispone di tutti i servizi necessari per la tua attività, come acqua, energia elettrica, gas, internet o altri servizi richiesti nell’industria specifica. Assicurati anche che la proprietà abbia le attrezzature adeguate per il tuo business o lo spazio sufficiente per installare le attrezzature necessarie.
  3. Dimensione e struttura: Valuta la dimensione e la struttura dell’edificio per assicurarti che soddisfi le tue specifiche esigenze. Assicurati che ci sia spazio sufficiente per la produzione, lo stoccaggio o qualsiasi altra attività industriale che svolgi. Controlla anche se la struttura dell’edificio sia solida e in buone condizioni, o se richiede riparazioni o ristrutturazioni.
  4. Parcheggio e accesso stradale: Verifica se la proprietà ha abbastanza posti auto per i dipendenti e i clienti e se c’è un accesso stradale adeguato per il trasporto di merci o altri veicoli industriali. Assicurati che ci sia un facile accesso alle autostrade o ad altre importanti arterie stradali.
  5. Regolamenti e permessi: Verifica le normative locali e le necessità di permessi per l’industria in cui operi e assicurati che la proprietà soddisfi tutti i requisiti legali. Ciò potrebbe includere regolamenti ambientali, di sicurezza, di rumore o altre disposizioni specifiche per il tuo settore.
  6. Valutazione del potenziale di crescita: Considera la possibilità di espandere o sviluppare il tuo business in futuro. Valuta se la proprietà offre opportunità di crescita e sviluppo, come la possibilità di costruire in aggiunta o aggiungere ulteriori strutture.
  7. Consulenza professionale: Consulta un avvocato specializzato in transazioni immobiliari per assicurarti di essere adeguatamente protetto durante la transazione. Possono aiutarti a redigere il contratto di compravendita, a verificare i documenti e a rappresentarti nella negoziazione dei termini e delle condizioni della transazione.

Questi sono solo alcuni degli aspetti chiave da considerare nelle transazioni immobiliari industriali. È importante valutare attentamente tutti questi aspetti e lavorare con esperti del settore per assicurarti di prendere decisioni corrette e che la transazione proceda senza intoppi.

Come valutare le dimensioni e la struttura di un edificio industriale?

Per valutare le dimensioni e la struttura di un edificio industriale, ci sono diversi punti da considerare:

  1. Stima dei requisiti di spazio: Prima di tutto, devi valutare le tue specifiche esigenze di spazio. Determina quanto spazio hai bisogno per la produzione, lo stoccaggio, gli uffici, le aree comuni e qualsiasi altra attività industriale che svolgi. Considera anche eventuali futuri piani di espansione o crescita del tuo business.
  2. Superficie totale: Controlla la superficie totale dell’edificio e confrontala con i tuoi requisiti di spazio. Assicurati che ci sia abbastanza spazio disponibile per soddisfare le tue esigenze attuali e future.
  3. Dimensioni delle singole aree: Valuta anche le dimensioni specifiche delle singole aree all’interno dell’edificio. Assicurati che ci siano zone separate per la produzione, lo stoccaggio, gli uffici, ecc. Verifica che le dimensioni delle singole aree siano adeguate alle attività che svolgerai in esse.
  4. Altezza del soffitto: Controlla l’altezza del soffitto dell’edificio. Questo è particolarmente importante per le attività industriali che richiedono un’altezza extra, come ad esempio l’utilizzo di macchinari o la movimentazione di merci con carrelli elevatori. Assicurati che l’altezza del soffitto sia sufficiente per le tue necessità.
  5. Struttura dell’edificio: Valuta la struttura dell’edificio per assicurarti che sia solida e in buone condizioni. Prendi in considerazione la qualità dei materiali utilizzati, la presenza di eventuali danni strutturali o la necessità di effettuare riparazioni o ristrutturazioni.
  6. Disposizione interna: Esamina attentamente la disposizione interna dell’edificio. Verifica che ci sia una pianificazione logica degli spazi e che le aree siano collocate in modo funzionale. Assicurati che le vie di accesso e di uscita siano ben posizionate e che ci sia una buona circolazione all’interno dell’edificio.
  7. Possibilità di personalizzazione: Se necessario, valuta se l’edificio offre la possibilità di personalizzare gli spazi interni in base alle tue esigenze specifiche. Alcuni edifici industriali potrebbero consentire modifiche o adattamenti per soddisfare le tue richieste.

Valutare attentamente le dimensioni e la struttura di un edificio industriale ti aiuterà a prendere una decisione informata e a trovare la migliore soluzione per le tue esigenze. Se necessario, consulta esperti del settore immobiliare o ingegneri strutturali per ottenere ulteriori informazioni e consigli.

Quali sono gli errori comuni da evitare nella valutazione delle investimenti?

Nella valutazione degli investimenti, ci sono alcuni errori comuni che è importante evitare. Ecco una lista di alcuni di questi errori:

  1. Ignorare il rischio: Uno degli errori più comuni è ignorare o sottovalutare il rischio associato a un investimento. È importante valutare attentamente i rischi finanziari, operativi e di mercato che potrebbero influenzare l’investimento. Non dare per scontato che tutti gli investimenti siano privi di rischio.
  2. Focalizzarsi solo sul rendimento: Concentrarsi esclusivamente sul rendimento potrebbe portare a decisioni discutibili. È fondamentale valutare il rapporto rischio/rendimento di un investimento. Un investimento ad alto rendimento potrebbe comportare anche un alto livello di rischio. Assicurati di considerare entrambi gli aspetti prima di prendere una decisione.
  3. Non fare una valutazione accurata dei costi: È comune sottovalutare o trascurare alcuni costi associati all’investimento. Verifica attentamente tutti i costi diretti e indiretti, come le spese di gestione, le tasse, le spese legali e altre spese che potrebbero essere coinvolte. Considera anche le possibili variazioni dei costi nel tempo.
  4. Scegliere investimenti a breve termine senza considerare la strategia a lungo termine: Spesso, si può cadere nella tentazione di privilegiare gli investimenti a breve termine che sembrano offrire rendimenti immediati. Tuttavia, è importante considerare anche la tua strategia a lungo termine e l’obiettivo che stai cercando di raggiungere. Presta attenzione anche alle tendenze e alle previsioni di mercato.
  5. Non diversificare il portafoglio: Concentrare tutti gli investimenti in un’unica asset class o settore potrebbe aumentare il rischio complessivo del portafoglio. È consigliabile diversificare il tuo portafoglio, distribuendo gli investimenti tra diverse categorie di asset o settori. In questo modo, ridurrai il rischio e avrai maggiori possibilità di ottenere rendimenti equilibrati nel tempo.
  6. Non fare la dovuta diligenza: Prima di fare un investimento, è fondamentale svolgere la dovuta diligenza. Questo significa condurre ricerche approfondite sull’investimento, sull’azienda o sull’entità coinvolta, sulla sua storia, performance passata e prospettive future. Verifica le informazioni finanziarie e considera di ottenere consigli da esperti o consulenti finanziari qualificati.
  7. Scegliere l’investimento solo in base alle emozioni o alle mode del momento: È facile lasciarsi influenzare dalle emozioni o dalle mode del momento. Tuttavia, prendere decisioni basate su queste considerazioni potrebbe portare a risultati insoddisfacenti. Assicurati di prendere decisioni razionali basate su un’analisi oggettiva e una visione a lungo termine.

Evitare questi errori comuni nella valutazione degli investimenti ti aiuterà a prendere decisioni più consapevoli e a raggiungere i tuoi obiettivi finanziari. Ricorda sempre di chiedere consigli a consulenti o esperti finanziari qualificati in caso di dubbi o incertezze.

Come identificare tendenze di mercato promettenti per gli investimenti?

Identificare tendenze di mercato promettenti per gli investimenti può richiedere un’analisi approfondita e una valutazione di diversi fattori. Ecco alcuni suggerimenti su come individuare tendenze di mercato potenzialmente interessanti:

  1. Ricerca approfondita: Fai una ricerca dettagliata sul settore o sull’industria in cui stai considerando di investire. Cerca informazioni sulle principali tendenze, gli sviluppi tecnologici, i cambiamenti normativi o sociali che potrebbero influenzare il settore. Considera anche la domanda di mercato e le previsioni di crescita.
  2. Analisi fondamentale: Valuta attentamente i dati finanziari e le informazioni aziendali delle società coinvolte nel settore in questione. Analizza i bilanci, gli utili, la gestione del debito e altri indicatori finanziari rilevanti. Questa analisi può aiutarti a identificare le aziende ben gestite, con solide prospettive di crescita e potenziale per il rendimento degli investimenti.
  3. Monitora le notizie e gli eventi: Stai attento alle notizie e agli eventi che potrebbero influenzare le prospettive di un settore o di un’azienda. Sii consapevole dei cambiamenti di politica, delle fusioni e acquisizioni, delle innovazioni tecnologiche o di altri eventi che potrebbero avere un impatto sul settore che stai considerando.
  4. Considera i fattori macroeconomici: Valuta anche i fattori macroeconomici che possono influenzare il settore o l’industria in cui stai considerando di investire. Osserva l’andamento dell’economia globale e delle principali economie nazionali. Prendi in considerazione anche fattori come i tassi di interesse, l’inflazione e la politica monetaria, che possono avere un impatto sui mercati finanziari e sulle opportunità di investimento.
  5. Analizza le tendenze demografiche: Le tendenze demografiche possono avere un impatto significativo sui mercati e sull’economia. Prendi in considerazione la crescita della popolazione, l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti nel tenore di vita e altri fattori demografici che possono influenzare la domanda di beni e servizi in un determinato settore.
  6. Osserva gli investitori istituzionali: Monitora le decisioni di investimento degli investitori istituzionali, come fondi pensione, fondi comuni di investimento e società di private equity. Questi investitori spesso conducono ricerche e analisi approfondite per identificare opportunità di investimento promettenti. Osservare le loro mosse potrebbe fornirti una prospettiva interessante sulle tendenze di mercato in evoluzione.

È importante ricordare che l’individuazione di tendenze di mercato promettenti richiede una valutazione continua e una comprensione dei rischi associati. Fai una ricerca adeguata e considera di consultare un consulente finanziario o un esperto di investimenti per ricevere consigli personalizzati e supporto nell’analisi delle opzioni di investimento.

La tassazione in Romania 2021

Il sistema impositivo sui redditi è proporzionale e prevede aliquote del 10% per le persone fisiche e del 16% per le persone giuridiche

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Negli ultimi anni la Romania ha compiuto passi significativi per ottenere i risultati desiderati in materia di lotta all’evasione fiscale, trasparenza e cooperazione fiscale internazionale.
Oggi l’Ocse considera il Paese largamente compliant in rapporto agli standard internazionali di trasparenza fiscale, grazie anche all’adozione di misure idonee a contrastare l’erosione della base imponibile in accordo con le Azioni per affrontare le questioni BEPS (Base Erosion and Profit Shifting), quali l’introduzione del CBCR (Country-by-Country Report), degli APA (Advanced Price Agreement) e di specifiche regole per le CFC (Controlled Foreign Companies).
 
La tassazione delle persone fisiche
Le persone fisiche sono considerate fiscalmente residenti in Romania se sono presenti sul territorio dello Stato per almeno 183 giorni all’anno, anche se non consecutivi, e sono assoggettate a tassazione su tutti i redditi ovunque prodotti. Le persone fisiche non residenti sono tassate limitatamente ai redditi prodotti nel territorio dello Stato.
Il sistema impositivo è proporzionale ed è in vigore un’aliquota unica del 10%. Sono previste numerose forme di deduzioni dal reddito complessivo delle persone fisiche, fra le quali i contributi per la previdenza sociale obbligatoria, per l’assicurazione sanitaria, per l’adesione a sindacati, nonché deduzioni di natura personale e connesse alla presenza di figli a carico.
 
Dividendi, interessi, royalties e plusvalenze
I redditi derivanti da dividendi, interessi attivi e royalties non subiscono alcuna ritenuta alla fonte se ricevuti da persone giuridiche residenti, poiché concorrono alla formazione dell’imponibile. In assenza di una ritenuta convenzionalmente pattuita, dividendi, interessi e royalties percepiti da entità non residenti sono assoggettati a rispettivamente a ritenute pari a 5%, 16% e 16%. Se il percettore è una persona fisica, residente ovvero non residente, non è applicata alcuna ritenuta.
Per quanto riguarda le plusvalenze, gli utili percepiti dalla vendita di azioni e beni immobili sono considerati profitti e tassati con le aliquote ordinarie in vigore sul reddito.  
 
La tassazione delle persone giuridiche
Secondo la normativa fiscale nazionale sono considerati soggetti passivi d’imposta:

  • le società fiscalmente residenti, cioè che sono costituite o hanno sede amministrativa nello Stato, per i redditi ovunque prodotti;
  • le società non residenti, limitatamente ai redditi prodotti in Romania attraverso una stabile organizzazione.

Dalla base imponibile sono deducibili i costi inerenti l’attività da cui deriva il reddito imponibile. Le perdite possono essere riportate per sette anni e i piani di ammortamento fiscale, modulati secondo la vita utile presunta del bene, variano dai due ai sessanta anni.
Il sistema fiscale è proporzionale e l’aliquota unica in vigore è pari al 16%.
Le microimprese sono invece soggette ad aliquote di favore. In particolare, il limite di reddito per poter essere considerate microimprese è 1 milione di Euro.
Le aliquote impositive variano in funzione del numero di dipendenti e sono:

  • 1% per le società che hanno alle loro dipendenze almeno 1 dipendente;
  • 3% per le società che non hanno alcun dipendente.

I costi sostenuti per la generazione del reddito imponibile sono generalmente deducibili, in particolare:
la deduzione del 50% per le spese derivanti da investimenti in ricerca e sviluppo;

  • un particolare tipo di ammortamento accelerato previsto per alcune categorie di beni (che permette di ammortizzare fino al 50% del valore di acquisto nel primo anno di utilizzo);
  • l’esenzione fiscale per i profitti reinvestiti in attrezzature tecnologiche acquistate dopo il 1° luglio 2014.

Credito d’imposta estero
Un credito per imposte pagate all’estero è concesso se previsto da un trattato fiscale stipulato tra la Romania e un’altra giurisdizione e se il contribuente può dimostrare che l’imposta è stata pagata all’estero. Tuttavia, la differenza tra credito d’imposta e imposta dovuta nel Paese non può mai essere inferiore a zero.
  
Regime del consolidato
Non esistono regimi dichiarativi per le società che appartengono a un gruppo di imprese. Anche se controllata da una capogruppo, ogni azienda deve presentare autonomamente la propria dichiarazione dei redditi.

L’imposta sul valore aggiunto
L’imposta sul valore aggiunto è stata introdotta nel Paese nel 1993, grazie a un accordo provvisorio stipulato tra la Romania e l’Unione europea sugli scambi e le transazioni commerciali.
L’aliquota Iva ordinaria è 19%. In conformità alle previsioni del codice fiscale l’aliquota dell’Iva applicabile è quella in vigore alla data in cui si verificano i presupposti per l’applicazione dell’imposta; presupposti che di regola si verificano alla data della cessione dei beni o della prestazione dei servizi.
L’aliquota ordinaria colpisce tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, ad eccezione di quelle in regime di esenzione. Vi sono poi due aliquote ridotte pari al 9 e al 5%. Le aliquote ridotte si applicano ad alcune fattispecie espressamente previste dalla legge, quali farmaci, cibo, fertilizzanti, protesi al 9% e libri, riviste, servizi alberghieri e di ristorazione, ingressi a musei, cinema ed eventi sportivi al 5%. Esportazioni e forniture intracomunitarie di beni sono esenti da Iva. Tra le altre esenzioni figurano i servizi sociali, sanitari, educativi e alcune transazioni immobiliari.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamenti
Il periodo di imposta per le persone fisiche e le persone giuridiche coincide con l’anno solare. Le persone fisiche devono trasmettere la propria dichiarazione dei redditi, e contestualmente versare le eventuali imposte, entro il 25 maggio dell’anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce. Il datore di lavoro applica ogni mese una ritenuta sull’emolumento corrisposto al percettore di reddito da lavoro ed ogni 25° giorno del mese successivo a quello cui la ritenuta si riferisce, il datore deve presentare una dichiarazione della trattenuta operata e versarla all’Erario.
Le persone giuridiche devono presentare dichiarazioni intermedie trimestrali entro il giorno 25 del mese successivo al trimestre di riferimento, per i primi 3 trimestri, e liquidare contestualmente il debito contenuto in ogni dichiarazione intermedia. La dichiarazione annuale deve essere trasmessa entro il giorno 25 del terzo mese dell’anno successivo a quello cui il periodo di imposta si riferisce, corrispondente al 25 marzo nel caso in cui il periodo d’imposta corrisponde all’anno solare. È possibile optare per il pagamento di acconti trimestrali determinati con il metodo storico. In questo caso ogni acconto sarà pari ad un quarto del debito erariale dell’anno del periodo di imposta precedente, ed alla fine dell’anno il debito sarà computato sui dati effettivi del periodo d’imposta. Infine, il saldo da versare sarà pari alla differenza del debito totale, una volta decurtato degli acconti pagati.
 
Capitale: Bucarest
Lingua ufficiale: rumeno
Moneta: leu rumeno (LEU)
Forma istituzionale: repubblica semi presidenziale

per informazioni www.gaminvest.ro tel 004 0743 982745 email mirko.giuffrida@gaminvest.ro

L’importanza dei Com.It.Es in Romania!

Per la prima volta nel nostro Paese di residenza (Romania) eleggiamo i nostri rappresentanti che avranno la possibilità , a stretto contatto ed in collaborazione con istituzioni Italiane e Rumene, di facilitare il dialogo, l’integrazione, cercare e trovare soluzioni ai problemi di tutti. Sosteniamo una lista di 14 candidati e abbiamo invitato tutti nostri amici iscritti all’ A.I.R.E. (Anagrafe residenti italiani all’estero) da piu’ di 6 mesi di seguire scrupolosamente le procedure. Anche se le votazioni avverranno il 3 Dicembre 2021 (Ambasciata Bucarest) è necessario registrarsi nella lista degli elettori entro lunedì 1 Novembre. E’ un importante appuntamento elettorale  per dare rappresentanza alle nostre comunità all’estero.

Istituiti con legge n. 205/1985, i Com.It.Es. – successivamente innovati dalla Legge 23 ottobre 2003, n. 286 e dal D.P.R. 29 dicembre 2003, n. 395 11(Regolamento di attuazione) – sono organismi rappresentativi della nostra collettività, eletti direttamente dagli italiani residenti all’estero in ciascuna Circoscrizione consolare dove risiedono almeno tremila connazionali.
I Com.It.Es. sono composti da 12 membri o da 18 membri, a seconda che vengano eletti in Circoscrizioni Consolari con un numero minore o maggiore di 100 mila connazionali residenti. I Com.It.Es. sono “organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari” (art. 1, co. 2 Legge 286/2003).


Pertanto, possiedono un ruolo tanto nei confronti delle collettività, di cui sono espressione, tanto dell’Autorità consolare, con la quale mantengono rapporti di collaborazione e cooperazione attraverso un “regolare flusso di informazioni”, al fine di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini italiani residenti.
Con riguardo alle loro funzioni, i Com.It.Es. contribuiscono, inoltre, ad individuare e promuovere le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della comunità di riferimento; con particolare attenzione nei confronti delle tematiche delle pari opportunità, dell’assistenza sociale e scolastica, della formazione professionale, del settore culturale, dello sport e del tempo libero.
i Comites sono una grande opportunità, che viene data alle nostre comunità affinché facciano sentire la loro voce e realizzino progetti finalizzati alla loro piena integrazione sociale, culturale ed economica nei Paesi in cui risiedono, in raccordo con gli Uffici diplomatici e consolari. I Comites sono come delle “antenne” con cui il Ministero degli Affari Esteri capta e recepisce le esigenze degli italiani all’estero.

Per questi motivi ritengo importante il Com.it.es , mi sono candidato  Giuffrida Antonino nella lista Com.It.Es Romania con altre 13 persone.

Un squadra eterogenea, stabilmente residente in Romania da molti anni, che rappresenta tutte le categorie professionali, sociali e generazionali.

Uniti nell’obiettivo comune di rappresentare presso le istituzioni italiane e rumene le necessita’ degli italiani residenti in Romania, affrontando tutti i temi che accumunano cittadini, famiglie e imprese che risiedono e svolgono la propria professione in Romania.

Italia, sale l’export in Romania

Nel contesto di ammodernamento dell’agricoltura rumena c’è spazio per le tecnologie italiane. E anche per gli investimenti diretti. L’ambasciatore italiano a Bucarest, Alfredo Maria Durante Mangoni, ha dichiarato che «Nel 2020 il nostro Paese è stato il quarto fornitore di macchine agricole (15% del mercato locale, dati Ice). Inoltre, siamo il primo investitore in terreni agricoli, con quasi il 30% del totale della superficie agricola detenuta da stranieri». A tal proposito l’associazione di categoria FederUnacoma ha segnalato come l’export di trattori e macchine agricole in Romania sia in forte crescita negli ultimi anni, dai circa 62 milioni di euro del 2015 ai 91 milioni del 2020

La Romania ha segnato nel 2021 il record di produzione di grano da quando è entrata nell’Ue nel 2007. Un’ottima stagione per la cerealicoltura del settimo Paese agricolo europeo, dove, secondo i dati del ministero dell’agricoltura nazionale, 2,2 milioni di ettari coltivati a grano hanno fruttato nel 2021 un raccolto di 11,33 milioni di tonnellate. Oltre il doppio delle 6,4 milioni di tonnellate del 2020, quando circa il 40% è stato distrutto dalla siccità. Il risultato del 2021 vede la Romania in positiva controtendenza rispetto ad esempio alla Russia, dove la resa del grano è stata inferiore alle previsioni a causa del clima secco.

La produzione agricola del Paese vale intorno ai 19 miliardi di euro (dato 2019), quando rispetto alla media del quinquennio precedente (2014-2018) ha registrato un tasso di crescita del 13,7%, più del doppio della crescita complessiva del 6,2% nell’Ue. Le colture rumene di cereali e semi oleosi rappresentano l’11% dell’intera area agricola Ue destinata a queste coltivazioni, e in Europa la Romania è il principale produttore di girasoli, oltre che tra i primi cinque produttori di frumento e soia.

 dell’omonimo gruppo fondato nel 2008 da Vincenzo Trani. «In Romania finanziamo pmi per l’acquisto di sementi, macchine agricole, fertilizzanti, affitto di piccoli immobili per lo stoccaggio di materie prime o anche locazioni di appezzamenti di terreno da utilizzare per ampliare le colture», ha detto Trani. Nel processo in corso di cambiamento del settore, le richieste di credito da parte degli agricoltori rumeni riguardano anche progetti di innovazione o di conversione di business tradizionali. E i margini di crescita nel settore sono vastissimi: basti pensare che nel 2017 (ultimo dato disponibile) meno del 7% degli imprenditori agricoli in Romania aveva chiesto un prestito. Il mercato agricolo rumeno è molto interessante anche per le ricadute sull’indotto: «Un’analisi finanziaria internazionale indipendente del 2017», ha concluso Trani, «stima il financing gap del settore agricolo rumeno tra 2,3 miliardi e 5,3 miliardi di euro».

Se interessati ad investimenti in Romania contattare Gaminvest srl email mirko.giuffrida@gaminvest.ro

La Romania deve investire 23mld di euro in energia verde entro il 2030

La necessità di investimenti in campo energetico per raggiungere l’obiettivo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e i Cambiamenti Climatici (PNIESC), ipotizzato davanti alla Commissione Europea, è di 23 miliardi di euro.  Il Ministero dell’Energia iniziera’ il prossimo anno a

realizzare due programmi per un valore di 12 miliardi di euro. Dan Dragan, Segretario di Stato presso il Ministero dell’Economia, ha affermato che i fondi verranno realizzati attraverso due programmi del Ministero dell’Energia: il fondo per la modernizzazione per un valore che dovrebbe superare  i 10 miliardi di Euro e il PNRR che per la componente energetica ha uno stanziamento di 1,6 miliardi di euro.La destinazione degli investimenti potrebbe essere suddivisa in 10 miliardi di euro in reti elettriche (sia Transelectrica che operatori di distribuzione) e il resto in centrali elettriche. Dal punto di vista dell’energia fotovoltaica c’è un ampio spazio che dovrebbe essere coperto ed è probabile che l’interesse degli investitori andrà molto a questo settore.

Gli attori dell’energia individuano come priorità non solo gli investimenti nel settore ma anche la realizzazione di una strategia nazionale a favore del settore.  La mancanza di investimenti in campo energetico negli ultimi 5 anni è tra le cause dell’esplosione dei prezzi dell’energia in Romania. (ICE BUCAREST)

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La Romania nell’euro? Il governo rinvia l’ingresso nella moneta unica all’anno del mai

Roma, 25 dic – Quando, nel 2007, la Romania è entrata nell’Unione Europea, una delle condizioni per la sua adesione era l’adozione anche dell’euro. Nonostante ciò l’obiettivo rimane distante, visto che il governo di Bucarest ha rinviato ancora il suo ingresso nell’area della moneta unica.

La Romania e l’euro: una storia di continui (e infiniti) rinvii

All’inizio la data di adozione era stata fissata per il 2014, poi rinviata al 2019 e successivamente al 2024. Adesso è stata fissata per il 2029 e non è da escludere un ulteriore rinvio. A determinare questa decisione è il cosiddetto “Rapporto di convergenza” che ogni anno l’esecutivo invia alla Commissione europea, il quale stabilisce se la Romania rispetta o meno i requisiti per poter aderire alla moneta unica. Requisiti che, per ora, non sembrano essere minimamente soddisfatti. Per adottare l’euro è infatti necessario avere un disavanzo di bilancio (il deficit) inferiore al 3%, un debito pubblico non superiore al 60%, prezzi stabili e un tasso di cambio anch’esso stabile. Tutte condizioni ad oggi inesistenti, a meno che la Romania non vari una manovra restrittiva. Progetto che non sembra essere all’ordine del giorno dalle parti di Bucarest, dato che ciò implicherebbe un serio impoverimento della popolazione nonché del tessuto industriale.

La riluttanza ad adottare l’euro non è, d’altra parte, confinata solo alla Romania. Altri nazioni dell’Europa dell’est hanno un analogo orientamento e sembrano voler rimandare alle calende greche il loro approdo sotto l’ombrello della Bce. Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, ad esempio, hanno già dichiarato di non voler cambiare moneta perchè convinti – sulla scorta di quanto accaduto nel corso degli ultimi due decenni ai Paesi già parte dell’eurozona – che ciò danneggerebbe grandemente le loro economie. In Bulgaria, invece, un recente sondaggio ha restituito un secco diniego da parte della maggioranza della popolazione.

Giuseppe De Santis